83) Duhem. L'importanza del metodo storico nella fisica.
Secondo Duhem la storia della fisica ha un valore pedagogico
essenziale prima di tutto perch istrada il fisico nella sana
logica del metodo scientifico, preservandolo dalle illusioni
pericolose della metafisica e dal ricorso a criteri di carattere
causalistico. [...] Una ulteriore funzione della storia della
fisica  di tipo filosofico. Oltre a mostrare l'insussistenza del
dogmatismo realista nella scienza, essa mostra l'insussistenza
dello scetticismo e del nominalismo (P. Redondi).

P.-F. Duhem, L'importanza del metodo storico nella fisica.

In che modo il maestro incaricato di esporre la fisica premunir i
suoi allievi contro i pericoli di tale metodo? Come potr far loro
abbracciare con lo sguardo l'immensa estensione del territorio che
separa l'ambito dell'esperienza volgare, in cui regnano le leggi
del senso comune, dall'ambito teorico, ordinato dai chiari
principi? Come potr far loro seguire allo stesso tempo il doppio
procedimento con il quale la mente stabilisce una continua e
reciproca comunicazione tra questi due ambiti, tra la conoscenza
empirica che, privata della teoria, ridurrebbe la fisica a una
materia informe e la teoria matematica che, separata
dall'osservazione, staccata dalla testimonianza dei sensi non
darebbe alla scienza che una forma vuota di materia?.
Ma perch cercare di immaginare di sana pianta questo metodo? Non
abbiamo noi sotto gli occhi uno studente che, nell'infanzia,
ignorava tutto delle teorie fisiche e che, nell'et adulta 
giunto alla piena conoscenza di tutte le ipotesi sulle quali
riposano queste teorie? Questo studente, la cui educazione  stata
perseguita per dei millenni  l'umanit. Perch nella formazione
intellettuale di ogni uomo non dovremmo imitare il progresso
attraverso il quale si  formata la scienza umana? Perch non
potremmo preparare l'introduzione di ogni ipotesi
nell'insegnamento con un'esposizione sommaria, ma fedele, delle
vicissitudini che hanno preceduto il suo ingresso nella Scienza?.
Il metodo legittimo, sicuro, fecondo, per preparare una mente a
ricevere un'ipotesi fisica  il metodo storico. Rintracciare le
trasformazioni attraverso le quali la materia empirica si 
accresciuta, finch si profilava la forma teorica; descrivere la
lunga collaborazione grazie alla quale il senso comune e la logica-
deduttiva hanno analizzato questa materia e modellato questa forma
finch l'una si adattasse esattamente all'altra, questo  il mezzo
migliore, ovvero l'unico mezzo, di dare a coloro i quali studiano
la fisica un'idea giusta e una chiara visione dell'organizzazione
cos complessa e cos vitale di questa scienza.
Non  probabilmente possibile riprendere tappa per tappa il
cammino lento, esitante, incerto lungo il quale lo spirito umano 
pervenuto alla chiara visione di tutti i principi fisici; sarebbe
necessario troppo tempo; per entrare nell'insegnamento, bisogna
che l'evoluzione di ciascuna ipotesi venga abbreviata e
condensata; bisogna che si riduca nel rapporto in cui la durata
dell'educazione di un uomo sta alla durata della formazione della
scienza. Per mezzo di un'abbreviazione di questo genere, le
metamorfosi attraverso le quali passa un essere dallo stato di
embrione allo stato adulto riproducono la linea, reale o ideale,
attraverso la quale quest'essere si collega al ceppo primario
degli esseri viventi.
Peraltro tale abbreviazione  quasi sempre agevole, a patto che
accetti di trascurare tutto ci che  semplicemente fatto
accidentale, nome d'autore, data d'invenzione, episodio o aneddoto
per applicarsi soltanto ai fatti storici che sembrano essenziali
agli occhi del fisico, alle sole circostanze in cui la teoria si
sia arricchita di un principio nuovo, in cui abbia visto
dissiparsi un'oscurit, sparire un'idea erronea.
L'importanza che acquista, nello studio della fisica, la storia
dei metodi con i quali le scoperte si sono prodotte, designa una
volta di pi l'estrema differenza tra la fisica e la geometria.
In geometria, dove le chiarezze del metodo deduttivo si saldano
direttamente alle evidenze del senso comune, l'insegnamento pu
essere svolto in forma interamente logica;  sufficiente che un
postulato sia enunciato perch lo studente afferri immediatamente
i dati della conoscenza comune che un giudizio del genere
condensa; non ha bisogno, per questo, di conoscere la via
attraverso la quale questo postulato si  introdotto nella
scienza. La storia delle matematiche  certamente oggetto di una
legittima curiosit, ma non  affatto essenziale all'intelligenza
della matematica.
Non  la stessa cosa in fisica. Qui, l'abbiamo visto,
all'insegnamento si proibisce di essere puramente e completamente
logico. I1 solo mezzo quindi per collegare i giudizi formali della
teoria alla materia dei fatti che questi giudizi devono
rappresentare, ed evitando inoltre la penetrazione surrettizia
delle idee false,  quello di giustificare ogni ipotesi essenziale
attraverso la sua storia.
Fare la storia di un principio fisico significa farne allo stesso
tempo l'analisi logica. La critica dei procedimenti intellettuali
che la fisica mette in gioco si lega in modo indissolubile
all'esposizione dell'evoluzione graduale attraverso la quale la
deduzione perfeziona la teoria, ne fa un'immagine via via pi
precisa, sempre pi ordinata delle leggi che l'osservazione
rivela.
Soltanto la storia della Scienza pu del resto preservare il
fisico dalle folli ambizioni del Dogmatismo come dalle
disperazioni del Pirronismo.
Mostrando al fisico il tracciato della lunga serie degli errori e
delle esitazioni che hanno preceduto la scoperta di ciascun
principio, la storia della scienza lo mette in guardia contro le
false evidenze; ricordandogli le vicissitudini delle Scuole
cosmologiche, riesumando dall'oblio in cui giacciono quelle
dottrine un tempo trionfanti essa lo fa memore che i sistemi pi
seducenti non sono che delle rappresentazioni provvisorie e non
delle spiegazioni definitive.
D'altra parte, svolgendo sotto i suoi occhi la tradizione continua
attraverso la quale la scienza di ogni epoca  nutrita dei sistemi
dei secoli passati, attraverso la quale essa  gravida della
fisica dell'avvenire, citandogli le profezie che la teoria ha
formulato e che l'esperienza ha realizzato, essa crea e fortifica
nel fisico la convinzione che la teoria fisica non  assolutamente
un sistema artificiale, oggi comodo e domani senza impiego, che
essa  una classificazione va via pi naturale, un riflesso via
via pi chiaro delle realt che il metodo sperimentale non
potrebbe contemplare in maniera diretta.
Ogni volta che lo spirito del fisico  sul punto di cadere in
qualche eccesso, lo studio della storia lo rimette sulla buona
strada con un'appropriata correzione; la storia potrebbe definire
il ruolo che essa svolge rispetto alla fisica valendosi di questo
motto di Pascal: Se si esalta io lo abbasso, se si abbassa io lo
esalto. Essa lo mantiene cos in quello stato di perfetto
equilibrio in cui pu sanamente apprezzare l'oggetto e la
struttura della teoria fisica.

Koyr - Duhem - Bachelard - Foucault, La verit degli eretici,
a cura di P. Redondi, Il Saggiatore, Milano, 1978, pagine 53-58.
